La deriva relazionale del capitalismo italiano

Abstract:
In questa calda estate©, la sudaticcia umanità mi fa ancora più schifo.
Sembra un cieco groviglio di vermi.

Parte I°: Come si fa a trovare un lavoro?
Nel 1973 l’economista e sociologo americano Mark Granovetter, in un articolo ormai celebre*, analizzò le reti relazionali in modo matematico (quando la network analysis si chiamava ancora sociometria) mostrando la cosiddetta forza dei legami deboli.
In breve Granovetter scoprì che i contatti sporadici sono molto importanti per trovare lavoro: le persone solitamente lontane dal nostro ambiente probabilmente conosco gente diversa da quella che conosciamo noi e possono fare da ponte per trovare informazioni nuove ed utili.
Al contrario i legami forti (la famiglia, gli amici strettissimi) – ovvero i legami che formano reti dense – hanno meno probabilità di conoscere gente diversa da quella che conosciamo noi, perché l’ambiente è lo stesso, quindi c’è meno probabilità che girino informazioni interessanti.
In una riga: se cercate lavoro, ditelo en passant pure anche al vostro panettiere che forse vi sarà utile.

Intermezzo: Sull’essere socievoli.
Essere socialevoli, predisposti per i rapporti interpersonali, è sempre stato importante per avere successo. Bisogna essere essere presentabili, simpatici, ispirare fiducia, ecc, tutte queste competenze sono più o meno necessarie per qualsiasi lavoro. Il problema sorge quando le capacità relazionali diventano più importanti che il resto. Ovvero la competenza e l’affidabilità.

Parte II°: Come si fa a trovare un lavoro, in Italia?
Lo studio condotto da Granovetter ha portato a risultati interessanti e utili. Negli USA. I ricercatori** che hanno provato a fare la stessa ricerca in Italia sono arrivati a risultati ben diversi. Quoto dal paper, una parte leggera:

Queste concause possono essere indicate innanzitutto nella scarsa fluidità sociale, che favorisce la trasmissione per via «ereditaria» delle risorse sociali: dovendo trasporre in un’immagine metaforica questa situazione potremmo dire che ancora oggi in molti casi le cene di famiglia contano più che i parties fra amici e conoscenti nel definire le chances e le carriere dei singoli. A ciò si aggiunge l’impronta culturale specifica di un contesto sociale chiuso attorno all’istituzione familiare come modalità di riproduzione sociale dominante, a sua volta rafforzata dal peculiare modello di welfare: questo fatto comporta che i sistemi di allocazione e selezione si basino su forme di fiducia personalistica legata innanzitutto alle caratteristiche ascrittive anziché meritocratiche.

Insomma i risultati sono esattamente il contrario che in America: in italia le relazioni delle reti sociali dense (famiglia, ecc) sono quelle più premianti e non quelle delle reti allargate.
La famiglia funziona allora come agente stratificante: più degli agenti in teoria predisposti (scuola, università, curriculum). Esempio: sei chiaramente un coglione, sei il figlio di Bossi, beh, complimenti hai vinto. Sei un drogato biondo col buco del culo largo? beh complimenti, hai vinto. Questi sono gli esempi più noti, ma funziona così a qualsiasi livello.
Tutto questo ha l’effetto – nemmeno tanto secondario – di screditare le credenziali vere, capacità, senso del dovere (di solito ben sintetizzate dai risultati scolastici (ehi, non voglio dire che i risultati scolastici siano oro, ma approssimano già meglio il valore di una persona)).

Capitalisti italiani

Parte III°: Le conseguenze sul capitalismo italiano.
Quale sono le conseguenze di tutto ciò? Le conseguenze sono quelle che vediamo da sempre e in particolare negli ultimi mesi: il caso B4lducci & De S4ntis, il caso Bertol4so, il caso S4ajola e il caso Lun4rdi ne sono esempi.
In pratica l’imprenditore si trasforma da geniale individuo che ricerca, produce, innova e vende a un viscido leccapiedi dei ranghi più elevati che cerca di far ingrassare l’agenda di numeri di telefono.
Perché in italia si premiano i contatti e non la concorrenza e la creatività. Le conoscenze e non la conoscenza.
Per questo l’imprenditore in italia, non è uno che lavora, ma è uno che paga puttane a ministri e burocrati, o fa cose simili nel privato; fra l’altro, quando c’è una puttana di mezzo i legami di fiducia diventano strettissimi (e segreti) e per questo ancora più utili.

Parte IV°: Conclusioni.
Un sistema che premia sistematicamente il non migliore è destinato al fail.

p.s: cerco un lavoro.

* Mark Granovetter, The Strength of Weak Ties, 1973
** Paolo Barb1eri, Non c’è r3te senza n0di, 1997

Advertisements


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s